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Il nostro modo di produrre e consumare non è più sostenibile: il ritmo con cui preleviamo beni dalla natura ed emettiamo scorie è ormai troppo elevato rispetto alla capacità da parte degli ecosistemi, di rigenerare le risorse ed assorbire le emissioni. Viviamo in una società dominata da un sistema economico che vede le persone ed i cittadini esclusivamente come clienti in fila ad una cassa; un isolamento quasi totale, soli, con il carrello della spesa.
Ogni consumo non pensato ci toglie la capacità di esercitare la democrazia, cioè la possibilità di scegliere.

Molti di noi sentono però la necessità di un sistema diverso, in cui le relazioni umane e la condivisione con gli altri tornino ad avere una importanza primaria: il ritorno ai sapori di una volta, il piacere di mangiare cose buone in armonia con gli altri esseri viventi e con la natura.
Dobbiamo allora chiederci cosa c'è dietro ad ogni determinato bene di consumo; dobbiamo chiederci se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che le hanno trasformate; dobbiamo chiederci quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la pubblicità e la distribuzione; dobbiamo chiederci quale è l'impatto sull'ambiente in termini di inquinamento, imballaggi, trasporto fino a mettere in discussione il concetto stesso di consumo ed il modello di sviluppo che lo sorregge; il modello attuale non può non influire negativamente sul nostro corpo e sulla nostra mente, condizionando il nostro stile di vita.

Si tratta di cercare una alternativa ad un consumo poco attento; insieme possiamo cercare produttori rispettosi dell'uomo e delle condizioni di lavoro e rispettosi dell'ambiente.
Insieme ed all'interno di una esperienza comune, possiamo scambiare idee ed informazioni ed indirizzare per quanto possibile gli acquisti partendo dalle esigenze e dalle risorse della nostra realtà locale, con solidarietà, riappropriandoci così della giusta ed equilibrata relazione tra noi stessi e ciò che consumiamo.
Un rapporto diretto tra produttori e consumatori è possibile stabilendo ed attivando circuiti di fiducia; si tratta di un nuovo modo di fare la spesa; una idea forte legata ad una proposta di azione concreta con il confronto diretto e costante dei partecipanti tutti.
Vogliamo creare un piccolo gruppo di acquisto solidale, una forma di resistenza ad un modello di produzione ormai insostenibile che provoca solo squilibrio ed ingiustizia.